Domanda e risposta in due battute

Il sostituto procuratore della Dda di Napoli, Giovanni Conzo, si pone una domanda la cui risposta è proprio fra le premesse del suo accorato post.

La collaborazione con la giustizia è lo strumento principale, insieme alla intercettazioni, per dare un nome ed espellere dal Parlamento e dai Comune Italiani quei politici che hanno accettato i voti della camorra, a seguito di uno scellerato patto con il quale si impegnavano, in cambio dei voti a far vincere gli appalti o far aver finanziamenti a imprenditori prescelti ed indicati dai camorristi .

[…]

Ci viene detto, ad esempio, che non ci sono soldi e dunque dobbiamo restringere in numero dei collaboratori. Ci viene detto che le carceri non sono sufficienti per garantire l’applicazione del regime del carcere duro a pericolosi boss o ad imprenditori collusi.

Mi chiedo perché. Mi domando a chi giovi.

“Lasciateci continuare il lavoro coi pentiti di camorra” di Giovanni Conzo tratto da Huffington Post

Qui sotto Giovanni Conzo lo scorso 20 Marzo al “Premio Agenda Rossa” assieme a Pippo Giordano e Marilena Natale

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