“… questa gravosa e bellissima eredità.” – Paolo Borsellino, discorso alla Veglia per Falcone, Palermo 20 giugno 1992

Ecco tre spunti che potrebbero rendere la consistenza di quella “gravosa e bellissima eredità“.

“Non è facile essere figli di Paolo Borsellino e stare in questa città. A volte si vorrebbe essere come tanti; in alcuni casi questo nome ci soffoca per le responsabilita’ che dobbiamo portare alte e non possiamo piangerci addosso. Pur facendo un lavoro diverso da quello scelto da mio padre provo a portare avanti valori e principi, magari commettendo degli errori. Mi sento idealmente legata a Emanuele Schifani perchè i nostri genitori si sono vicendevolmente protetti, anche se gli strumenti per proteggersi a loro disposizione non sono stati efficaci. La mia testimonianza è un atto d’amore.”

Lucia Borsellino, biblioteca comunale di Palermo, 23 giugno 2012

“Ci sono degli imprenditori soprattutto nel Nord-Est che sono felici di perdere il controllo della loro azienda, pur di consentirne la continuazione di vita. Questo è tipico sia della mentalità di quel territorio che delle imprese che si basano spesso sul rapporto personale che s’instaura fra il datore di lavoro e le maestranze. Tanti – credetemi – si assoggettano all’imposizione mafiosa allo scopo di consentire quella continuità dell’impresa che serve a garantire il mantenimento del posto di lavoro di dipendenti che si conoscono da decenni e che tante volte si tramandano di generazione in generazione. Questo è il pericolo più grosso. Questi soggetti sono in condizione di intervenire, per il grandissimo quantitativo di denaro di cui dispongono, a tutti i livelli dal punto di vista finanziario. È chiaro che così riciclano. […] Anche l’acquisto di un qualcosa in perdita è un vantaggio per chi acquista nella misura in cui altrimenti non avrebbero a che farsene del denaro di cui dispongono. Questo è il pericolo più grosso rappresentato dal punto di vista sociale: c’è simpatia. Ecco perché non ci sono denunce, tant’è che nell’indagine veneziana si è dovuto ricorrere ad un tizio infiltrato, e senza l’infiltrato non si sarebbero scoperte tutte le attività criminali che hanno riguardato almeno 150 persone. […] Si tratta di un’omertà che tante volte non nasce dalla paura, ma dalla simpatia perché «finalmente» questa gente del Nord vede farsi avanti soggetti affidabili. È inutile dirlo: sono affidabili.”

Roberto Pennisi, procuratore nazionale antimafia, audizione in Commissione parlamentare antimafia a proposito della presenza delle mafie nelle regioni del Nord-Est, 17 aprile 2012.

“Non esiste il reato di “Trattativa” né può essere contestata a dei politici una «trattativa» che avesse l’obiettivo di evitare altre stragi?
Forse vale appena la pena di ricordare che, quando si parla di mafie, la parola “trattativa” assume un notevole numero di significati.
Perché anche quando due ti entrano in ufficio e ti dicono che se non versi loro qualche euro di mancia al mese ti fanno saltare in aria i capannoni con dentro gli operai, ti stanno proponendo una trattativa che ha come obiettivo quello di evitare altre stragi.
E mica si sta dicendo che se tu paghi allora sei reo di concorso in associazione, ma liquidare con un articolo come questo l’eventuale “trattativa” sarebbe già demenziale sapendo che uno degli interlocutori è la mafia, figurati quando lo si fa sapendo che l’altro interlocutore si figura essere lo stato stesso.
Facciamo finta che sia avvenuto, che per esempio non sia razionalmente possibile diventare primo partito in sicilia senza l’ok della mafia, a te basta sapere che non esiste il reato di trattativa e che “moralmente” la trattativa sarebbe comunque legittimata dal suo evitare morti (si chiamano ricatti quelli, non trattative) perché tutta la tua abilità sia soddisfatta di concentrarsi su quanti libri scrive Ingroia?
Anche i laogai sono legittimi, in Cina, non esiste il reato di “chiusura in Laogai e buttamento di chiave”.
Secondo la logica che applichi ogni volta che parli di (sintesi) Dell’Utri non dovresti condurre la battaglia culturale che al contrario conduci quasi unico in Italia perché qualsiasi giornalista cinese potrebbe chiederti se sai indicare quale reato compie il governo quando chiude per vent’anni qualcuno in uno di quei cosi, visto che per te la linea di confine è il codice penale e se sul codice la trattativa non è reato allora sia trattativa senza alcun problema.
Anzi magari pure lodata, perché oh evita altre stragi mica baciamolemani per due grissini e un gratta e vinci.
Ingroia invece scrive molti libri e non va mica bene, va segnalata l’anomalia ai lettori, che devono aprire gli occhi.
Boh.”

Broono, commento ad un post di Filippo Facci su “Il Post”, 19 giugno 2012

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in articoli, audio, documenti, news, testimonianze e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...